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Educare alla diversità significa in primo luogo essere disposti a mettere in discussione i propri convincimenti, provando a modificare le proprie abitudini, riuscendo a trovare il coraggio di confrontarsi, con un po' di fiducia e di disponibilità in più, con ciò che non si conosce, fino a scoprire, a volte, il piacere di conoscere il mondo da nuove prospettive.

Educare alla diversità vuol dire anche misurarsi con il proprio limite, con la paura di mettersi in gioco, scegliere di correre il "rischio" di conoscersi e "riconoscersi" negli altri.
Alla base di questo lavoro risiede l'idea che prendere contatto e acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni è un compito molto impegnativo e allo stesso tempo molto importante per la costruzione di relazioni autentiche, aperte a tutte le diversità e fondate sul rispetto dell'altro.

Educare alla diversità significa imparare ad esprimere le proprie paure e a condividerle con gli altri.
Descrivere e raccontare con parole, suoni, movimenti e immagini un angolo oscuro del proprio universo emotivo è un modo per dare voce alla parte nascosta di sé, al segreto che inquieta e che a volte scatena reazioni aggressive e incontrollabili, motivate del sentire pericoloso tutto ciò che è strano, diverso, ma in fondo soltanto sconosciuto. Un lavoro che stimola la presa di contatto con la parte "ombra" di ognuno di noi, luogo di preoccupazione, tormento, a volte vergogna, ma anche riserva illimitata di visioni, risorse e strategie creative, serbatoio traboccante di impulsi, desideri, sogni, potente motore che stimola il cambiamento, la crescita, la costruzione e l'affermazione della propria identità.

Così, vagando a caccia di ombre, il singolo si esprime e può scoprire di essere accolto per come è, e contemporaneamente trasforma l'altro che incontra lungo il percorso e il gruppo stesso di cui è parte, luogo che diventa "vivo" e in cui prendono forma relazioni significative e autentiche in cui il "teatro delle diversità" può finalmente entrare in scena.

Il gruppo integrato

I Laboratori multidisciplinari di animazione espressivo-creativa contribuiscono al processo culturale di valorizzazione delle diversità.
L'espressione creativa e artistica, in un contesto relazionale che promuove l'autodeterminazione e il confronto con
"l'altro da sé", incoraggia il riconoscimento del vissuto emotivo di ognuno, aiutando ogni persona coinvolta a diventare maggiormente consapevole dei propri limiti e delle proprie potenzialità.
In considerazione di ciò i
Laboratori di animazione territoriale verranno configurati quale continua ricerca di nuovi canali espressivi, in cui realizzare un processo di responsabilizzazione del partecipante, costantemente invitato a proporsi come soggetto attivo delle esperienze, che accompagnano la propria crescita e l'evoluzione del gruppo.
La struttura in cui verrà realizzato il lavoro – nei vari territori regionali e con le varie realtà espressione di buone prassi nell’inclusione sociale, culturale e lavorativa - sarà
un contesto relazionale, un gruppo "integrato" per l'eterogeneità dei partecipanti e per la valorizzazione al suo interno del concetto di "alterità".
Si cercherà di creare, quindi, la situazione contemporaneamente di gruppi "aperti", per la flessibilità dei ruoli e per la possibilità di un continuo e reciproco arricchimento e scambio di competenze tra fruitori e animatori dei vari percorsi proposti.
Tale organizzazione del lavoro permetterà di realizzare l'obiettivo dell'inclusione sociale, culturale e lavorativa, nell'èquipe di operatori che hanno animeranno i laboratori, di persone con disabilità psichica e/o fisica e/o di altra nazionalità.

 

Finalità

I Laboratori avranno come obiettivo la ricerca e l'attivazione delle risorse espressive individuali, in grado di facilitare il contatto con se stessi e con gli altri.

Riconoscere il proprio vissuto in relazione agli altri, acquisire la capacità di esprimere i propri bisogni, riscoprire la possibilità di condividere la propria esperienza in un gruppo sono componenti di un processo di crescita e di autodeterminazione indispensabili per tutti: per tali motivi rappresenteranno il nucleo centrale di ogni percorso realizzato.
Attraverso percorsi esperienziali di volta in volta definiti, si cercherà di restituire spazio alle potenzialità creative e alle risorse individuali di ogni persona partecipante.

Metodologia

I Laboratori di animazione territoriale si svolgeranno sempre in una dimensione ludica, creativa e di ricerca-azione e le attività avranno sempre una valenza trasformativa, in quanto i partecipanti, nelle varie attività proposte, saranno incoraggiati ad utilizzare codici espressivi non omologati, in grado di promuovere l'autenticità e la presa di coscienza dell'unicità dell'individuo nello scambio relazionale con l'altro.
Tali
percorsi possono definirsi creativi perché lasceranno spazio all'improvvisazione attraverso un programma di attività, che verrà definito per lo più "in itinere", modellandosi sulle peculiarità morfologiche dei gruppi, definendo allo stesso modo i tempi, i ritmi, il peso da assegnare ad ognuna delle attività previste.
Si tratterà di
percorsi in cui il focus sarà posto sul processo e non sul risultato, proponendosi in tal modo come un'occasione per sperimentare l'evoluzione spontanea dell'intuizione caotica, che è diventata forma definita e arricchita di senso.

Si tratterà di percorsi espressivi, a rafforzare l'idea che molto può essere appreso solo sperimentando, facendo esperienza nel clima protetto di un contesto in cui si realizza l'accoglienza e la condivisione di tutte le diversità. L'espressività diventa così luogo del "fare", spazio dedicato alla scoperta di parti di sé prima sconosciute e disponibile ad aprirsi alla conoscenza dell'altro come punto di vista alternativo sul mondo. L'espressività sarà anche meta finale del percorso, sintesi dell'esperienza individuale e di gruppo, realizzazione di un'opera d'arte che diventa collettiva.

Si tratterà di percorsi multidisciplinari e laboratori di animazione territoriale, in cui le attività non saranno suddivise in categorie distinte e separate, ma al contrario sarà incoraggiata la proposta di nuove contaminazioni e originali sintesi tra idee, materiali, strumenti e tecniche differenti.

Strumenti

I Laboratori di animazione territoriale utilizzeranno come approccio alcuni strumenti rituali di importante valenza antropologica, tra cui la più comune è la configurazione "in cerchio", forma con cui solitamente si sono aperte e chiuse le attività di animazione già sperimentate in passato.

Formare un cerchio" significa sperimentare concretamente la possibilità di avere tutti uguale importanza e valore, così come la distanza dal centro è la medesima per ognuno. Contemporaneamente si crea all'interno uno spazio abitato dagli sguardi e dall'attenzione di tutti, un luogo dove le idee possono prendere forma ed essere osservate da punti di vista differenti.

Teatro
Il
Teatro è un contenitore di percorsi individuali e di gruppo e di esperienze espressive e creative molto diverse tra loro, che trovano senso e prendono forma nella realizzazione di una "messa in scena" finale.
Le varie attività che verranno proposte nei
Laboratori di animazione territoriale risponderanno anche all'esigenza di lavorare su alcuni temi specifici quali:

  • la presenza scenica

  • il contatto

  • la fiducia

  • il gioco dei ruoli

  • l'immaginazione e il gesto

  • dal gruppo all'individuo e dall'individuo al gruppo

Espressività corporea
Nei
Laboratori di animazione territoriale, si svilupperà un lavoro sulle diversità, che, prendendo vita dal movimento del corpo nello spazio, si trasformerà dapprima come espressione di sé e poi come esplorazione e conoscenza dell'altro nella relazione e nell'incontro:

  • raccontarsi attraverso il movimento

  • dal movimento al gesto

  • il corpo che si muove e si racconta

  • improvvisazione e sperimentazione

Scrittura creativa
In tutte le attività laboratoriali, sarà stimolata un tipo di attività creativa e sperimentale, utilizzando le parole come strumento espressivo e artistico, come ricerca, al di là del significato convenzionale del linguaggio, di stili e combinazioni, che evocassero ed incoraggiassero l'espressione delle emozioni personali, ma anche il racconto di vita o la presentazione dell’esperienza lavorativa in Cooperativa Sociale.
Dalla destrutturazione delle frasi e delle parole, si giungerà alla ricomposizione di nuovi significati, passando attraverso la scoperta degli aspetti analogici e sinestetici del linguaggio come il suono, l'assonanza con l'oggetto rappresentato, la forma, il colore e la gestualità.
Con la scrittura creativa saranno proposte attività, che risponderanno, di volta in volta, alle caratteristiche del gruppo di persone coinvolte, del contesto/ambiente di incontro ed alle finalità specifiche del percorso multidisciplinare intrapreso:

  • simboli e significati

  • storie individuali e storie di gruppo

  • scrivere la “sceneggiatura” di un film

Cinema
Il "fare cinema" è uno dei tanti strumenti che verrà utilizzato, un contenitore di esperienze ed attività espressive molto diverse tra loro come la scrittura di una sceneggiatura, la realizzazione di una colonna sonora ovvero la ricerca di musiche e canzoni adatte alle immagini videoriprese, la recitazione e la costruzione di elementi scenografici, le riprese e il montaggio video.
La proposta sarà di raccontare, attraverso il potente effetto evocativo e simbolico delle immagini, le emozioni legate ai ricordi, ai sogni, alle speranze e alle paure dei protagonisti e rielaborarle nella forma compiuta di un video-racconto.
Il gruppo di lavoro lavorerà con una serie di approfondimenti sulla comunicazione efficace, mettendo in interrelazione le nozioni di sistema relazionale e di paradigma del dono.

Le parole-chiave per una comunicazione efficace in un contesto educativo-formativo ovvero di percorso di autodeterminazione e cittadinanza attiva sono:

  • informazione

  • accessibilità

  • partecipazione

L'emittente/operatore deve proporre un’informazione concreta, attendibile e verificata e trasmetterla ai riceventi/utenti in modalità di ascolto ed accompagnamento, ovvero deve creare un'empatia, in cui il messaggio di contenuto deve essere accompagnato da un messaggio di relazione consapevole e non casuale.

L'informazione/contenuto sarà credibile se sarà credibile la definizione di sé all'altro, trasmessa con il messaggio di relazione.
La comunicazione dell'emittente/operatore deve essere
accessibile a tutti gli utenti. Egli deve essere in grado di accogliere preliminarmente le difficoltà specifiche dei singoli riceventi/ utenti, rimuovendo gli ostacoli che potrebbero penalizzare la comunicazione dei contenuti.

Accessibilità è concetto che riguarda tutti, con e senza disabilità.

L’informazione e l’accessibilità garantiscono la partecipazione, che diviene vera ed effettiva lì dove si crea un reale confronto/scambio con tutte le diversità presenti nel luogo di incontro laboratoriale, senza la tentazione di relegare le difficoltà o le dinamiche conflittuali in uno spazio separato dal contesto in essere.

Se si vuole comunicare con efficacia, si deve imparare innanzitutto l'ascolto.

Ascoltare l'altro, interpretare i suoi messaggi non verbali e corporei, capire i suoi problemi, tenere conto delle sue opinioni, individuare i suoi filtri emotivi e psicologici, le sue difficoltà a comprendere.

Un buon emittente/operatore è soprattutto un buon ascoltatore: sa ascoltare l'altro e sa adattare la sua comunicazione alla capacità e alla disponibilità di ascolto dell'altro.

L'ascolto è sempre immedesimazione (empatia), accoglienza della persona e riconoscimento dell'altro (come realmente egli è e vuole essere e non come vorrei che fosse).

L'ascolto può essere o può diventare condivisione di idee e di comportamenti.

L'ascolto non è mai interpretazione, valutazione e giudizio.

 

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